NUNTA  -  BANGLADESH

Gioco per i più piccoli. Si traccia a terra un cerchio in grado di contenere comodamente tutti i giocatori. Uno di loro (il proprietario del cerchio) ne sta fuori, mentre tutti gli altri ne stanno all’interno. Il giocatore all’esterno del cerchio recita una breve filastrocca chiamata nunta, che dà il nome al gioco. Quando finisce, se non ha commesso errori, tutti i giocatori dentro il cerchio gridano: «Uno!» La filastrocca viene ripetuta, i giocatori dentro il cerchio gridano: «Due!» e così via. Quando il giocatore fuori del cerchio fa qualche sbaglio, i compagni restano zitti. Se sbaglia per sette volte, non può prendere possesso del cerchio. In caso contrario, arrivati al «Sette!» i giocatori dentro il cerchio si precipitano fuori e il loro compagno può finalmente prenderne possesso. In tutti e due i casi, il gioco riprende poi con un nuovo giocatore fuori dal cerchio e così via.

SATCHADA  -  BANGLADESH

I giocatori vengono divisi in due squadre. Ogni squadra ha davanti a sé una piramide costituita da sette bastoni appoggiati uno contro l’altro. Il primo giocatore della prima squadra lancia una palla da tennis, cercando di colpire la piramide avversaria. Se ci riesce, corre a raccogliere la palla, mentre gli avversari rimettono in piedi la piramide. Con la palla deve cercare di colpire gli avversari, anche di rimbalzo. Chi viene colpito, fa guadagnare all’altra squadra un punto e non può più aiutare i compagni a rimettere in piedi la piramide. Se tutti gli avversari vengono colpiti prima che la piramide sia a posto, i punti conquistati dal giocatore della prima squadra raddoppiano. Se il giocatore colpisce, volontariamente o no, la piramide mentre gli avversari stanno rimettendola in piedi, non può più colpire nessuno e deve accontentarsi dei punti conquistati fino a quel momento. Quando la piramide è a posto (o tutti gli avversari sono stati colpiti), tocca a un giocatore della seconda squadra lanciare la palla contro la piramide degli avversari e così via. Chi non colpisce la piramide, non ripete il tiro e il gioco passa agli avversari. Vince la squadra con il punteggio più alto, dopo un certo tempo concordato in precedenza.

PANIJHUPPA  -  BANGLADESH

Gioco da fare all’aperto, sulle sponde di un lago o del mare. Ogni giocatore si procura una pietra piatta. A turno, ciascun giocatore lancia la sua pietra, facendo in modo che rimbalzi più volte sulla superficie dell’acqua. Vince il giocatore che, prendendo in considerazione l’ultimo spruzzo visibile, riesce a far arrivare la sua pietra più lontano.

CHHADAR KHELA  -  BANGLADESH

Gioco per i più piccoli. I giocatori si siedono in cerchio, tenendo le mani davanti a sé, aperte e con il palmo verso l’alto. Il conduttore tocca una dopo l’altra le mani, partendo dal giocatore più giovane e procedendo lungo il cerchio in senso orario, seguendo il ritmo di una filastrocca recitata tutti insieme: «Ikdi mikdi cham chikdi, chamer beta laksindar, seje ela damodarLa mano su cui cade l’ultima sillaba della filastrocca, viene chiusa a pugno e non verrà più toccata nel proseguimento del gioco. La filastrocca viene ripetuta, partendo stavolta dalla mano successiva a quella che è appena stata chiusa a pugno e così via. Quando un giocatore ha entrambe le mani chiuse, viene eliminato ed esce dal cerchio. Vince il giocatore ancora in gara quando tutti gli altri sono stati eliminati.

OPENTI BISCOPE  -  BANGLADESH

Gioco di movimento, per dieci-venti giocatori. Due di loro, estratti a sorte, si fermano uno davanti all’altro e formano con le braccia un ponte sotto cui dovranno passare i loro compagni. Tutti gli altri, invece, formano un’unica, lunga fila, disponendosi uno dietro l’altro, ognuno con le mani sulle spalle del compagno che lo precede. Al via i giocatori cantano tutti insieme una canzoncina, mentre quelli in fila, muovendosi a ritmo, passano sotto al ponte formato dai compagni:

«Amar nam Jadumani, yete habe anekkhani.» («Il mio nome è Jadumani, devo andare assai lontano.») Quando la canzoncina finisce, i due abbassano di scatto le braccia, prendendo così un prigioniero, che fa una piccola penitenza, si scambia di posto e di compiti con uno dei due compagni-ponte e così via.

BAO CHI  -  BANGLADESH

Gioco movimentato, da fare in uno spazio ampio. Si traccia sul terreno di gioco un cerchio, ad almeno venti-trenta metri di distanza da un’estremità del campo. Il capitano (Bao) della prima squadra si sposta nel cerchio, mentre tutti i suoi compagni si schierano lungo la linea di fondo campo. I giocatori della seconda squadra si sparpagliano invece nella zona compresa tra gli avversari e il loro capitano. Un giocatore della prima squadra inspira profondamente e corre verso il proprio Bao, gridando senza sosta: “Chi-i-i-i-i-i-i-i-i...”  Quando ha raggiunto il compagno, gli stringe la mano, inspira di nuovo e torna indietro gridando come prima: “Chi-i-i-i-i-i-i-i-i...”  Se resta senza fiato (sia durante il viaggio di andata che durante quello di ritorno), può essere inseguito dagli avversari, che devono cercare di toccarlo prima che riesca a mettersi in salvo (nel cerchio all’andata, oltre la linea di fondo campo al ritorno). Gli inseguitori non possono muoversi dal loro posto finché l’avversario non è rimasto senza fiato. Se il fuggitivo viene acchiappato, esce dal gioco. Se torna indenne al suo posto (perché il fiato gli è bastato o perché, una volta rimasto senza fiato, è riuscito a sfuggire agli avversari), il secondo giocatore della squadra, mentre corre verso il cerchio per stringere la mano al proprio Bao (sempre gridando“Chi-i-i-i-i-i-i-i-i...” in un fiato solo), può cercare di toccare gli avversari che incontra, eliminandoli. In questo caso gli avversari possono allontanarsi da lui, per non essere presi, ma devono nello stesso tempo stare pronti ad inseguirlo se gli viene a mancare il fiato. Man mano che il gioco prosegue, le regole non cambiano: se un giocatore torna  indenne tra i compagni, dopo aver stretto la mano al proprio capitano, il giocatore successivo può inseguire gli avversari (ma non è obbligato a farlo...), mentre se un giocatore viene eliminato, il giocatore successivo può solo andare a stringere la mano al suo Bao e poi tornare indietro. Quando tutti i giocatori di una delle due squadre sono stati eliminati, le due squadre si scambiano di posto e di compiti e il gioco ricomincia da capo. Se una squadra riesce entrambe le volte ad eliminare l’altra, vince. Se le due squadre vengono eliminate una volta ciascuno, vince, tra le due, quella i cui giocatori sono riusciti a stringere la mano più volte al proprio Bao.

GUL TARA  -  BANGLADESH

Gioco movimentato, da fare all’aperto, con il cielo per soffitto. Un giocatore estratto a sorte lancia un pallone più in alto che può, colpendolo con un energico pugno. Nella ricaduta, il pallone non deve allontanarsi di più di dieci passi dal punto in cui è stato lanciato, punto riconoscibile dalla posizione in campo del lanciatore, che resta fermo al proprio posto. Tutti gli altri giocatori devono cercare di afferrare il pallone prima che tocchi terra. Se qualcuno ci riesce, guadagna un punto, rilancia il pallone nello stesso modo di prima e così via. Se, invece, il pallone tocca terra, chi l’ha lanciato deve precipitarsi a raccoglierlo per poi correre dietro ai compagni e cercarne di colpirne uno. Se ci riesce entro quindici secondi, guadagna un punto e il giocatore colpito diventa il nuovo lanciatore, mentre in caso contrario resta a mani vuote e deve scegliere un compagno a cui affidare il pallone per il lancio successivo. Venti minuti di gioco, al termine dei quali la vittoria va al giocatore con il punteggio più alto.