LA MARCHA DEL CANGREJO
Si formano
delle squadre di cinque-sei giocatori ciascuna. I giocatori di ogni squadra si
dispongono in fila indiana. Il primo si mette a quattro zampe, con la schiena
rivolta verso il terreno e la pancia verso l’alto e deve, al via, trasportare un
palloncino pieno d’acqua fino in fondo al campo, tenendolo tra le ginocchia. Se
il palloncino cade e non si rompe, può rimetterlo tra le ginocchia, contare
lentamente fino a cinque e ripartire. Se il palloncino cade e si rompe, deve
raggiungere il traguardo (sempre a quattro zampe...) senza palloncino. In
entrambi i casi, quando raggiunge il traguardo il conduttore fa partire il
secondo giocatore della squadra (con un nuovo palloncino tra le ginocchia...) e
così via. I giocatori che raggiungono il traguardo lasciano il palloncino che
hanno eventualmente trasportato e tornano (muovendosi liberamente...) in fondo
alla loro squadra, pronti a ripartire quando toccherà di nuovo a loro. Vince la
squadra che, al termine di un tempo prestabilito, è riuscita a trasportare più
palloncini fino al traguardo.
EL PESCAO CAO CAO
I
giocatori si dispongono lungo due file parallele, spalla a spalla coi loro
vicini. Ciascuno di loro incrocia le braccia e afferra le mani del compagno che
ha davanti, tenendole saldamente. Si forma così un lungo ponte. Un giocatore a
un estremo del ponte ci si sdraia sopra, mentre gli altri cantano ripetutamente:
El pescao cao cao,
va saliendo al otro lao.
El pescao cao cao,
va saliendo al otro lao...
Cantando, alzano e abbassano le braccia, in modo da spingere
il compagno avanti, fino a fargli percorrere per intero il ponte. Quando il
primo giocatore scende dal ponte, ne sale un altro e così via. Man mano che due
giocatori hanno attraversato il ponte, si prendono di nuovo per mano, rientrando
così a farne parte dalla parte opposta a quella in cui si trovavano prima. Vince
chi si diverte di più.
LA CACHANGA -
COLOMBIA
La
cachanga è un sandalo di cotone. I
giocatori formano un cerchio stretto, stando con un ginocchio appoggiato a terra
e l’altra gamba con la coscia parallela al terreno e il polpaccio
perpendicolare, in modo che il ginocchio sia disposto ad angolo retto. Al via
fanno girare per il cerchio un sandalo, facendolo passare sotto la galleria
formata dalle loro ginocchia, mentre uno di loro, stando fuori dal cerchio,
cerca di capire chi ha il sandalo in mano. Mentre il sandalo gira, cantano
ininterrottamente: «Que corra la cachanga!»
Se il giocatore all’esterno del cerchio riesce a cogliere in fallo un compagno
(individuandolo mentre ha il sandalo in mano), si scambia con lui di posto e di
compiti. Vince chi si diverte di più.
PALITO VERDE
Gioco da
cerchio, movimentato ma non troppo. Tutti i giocatori sono disposti in cerchio,
in piedi, voltati verso l’interno e con le mani dietro la schiena. Uno di loro,
scelto dal conduttore, cammina intorno al cerchio. Ad un certo punto, posa in
mano ad un compagno un bastoncino di legno verde e incomincia a correre intorno
al cerchio. Il giocatore che ha ricevuto il
palito verde deve inseguire il
compagno e cercare di acchiapparlo prima che abbia fatto un giro intero del
cerchio e sia riuscito a raggiungere il posto rimasto libero. Se il fuggitivo
riesce a mettersi in salvo, si ferma al posto del compagno, che gira intorno al
cerchio, tocca un altro giocatore e così via. Se il fuggitivo viene acchiappato,
tocca di nuovo a lui camminare, consegnare il
palito verde ad un altro compagno e
così via.
TEJO
Gioco di
abilità, ha bisogno di uno spazio ampio per essere giocato. Si traccia a terra
un cerchio (bocín) di un passo di
diametro. A cinque passi dal cerchio si traccia una riga. Lungo la circonferenza
del cerchio si posano, ad una distanza costante uno dall’altro, dodici tappi di
sughero (mechas). A turno, i giocatori
lanciano verso il cerchio un disco circolare (tejo)
di legno o di cartone spesso, del diametro di una ventina di centimetri. Se il
disco butta giù uno o più tappi e si ferma dentro il cerchio, guadagnano un
punto. Se, dopo aver buttato giù qualche tappo, si ferma fuori dal cerchio,
guadagnano mezzo punto. Se nessuno colpisce i tappi (e solo in questo caso)
guadagna un punto il giocatore che ha lanciato il suo disco più vicino al centro
del cerchio. Terminata la prima serie di lanci, ciascun giocatore riprende il
proprio disco e torna dietro la riga. Chi, in precedenza, ha lanciato per primo,
va in fondo alla fila (lancia per ultimo) e il gioco prosegue. I tappi non
vengono rimessi in piedi finché non sono caduti tutti quanti. Vince il giocatore
che raggiunge per primo i dodici punti.
PALO
PALITO -
COLOMBIA
Gioco tranquillo, può essere realizzato ovunque, con almeno otto-dieci giocatori disposti in cerchio. Ciascun giocatore appoggia la propria mano destra (tenuta con il palmo verso l’alto) sulla sinistra (tenuta nello stesso modo) del proprio vicino di destra. Al “Via!” tutti insieme cantano la filastrocca: “Palo palito palo – Palo palito azul azul – Palo palito palo – Que ne sabes de la U – A E I O U – Manzanita del Perù – Quantos años tienes tu?” Contemporaneamente, seguendo il ritmo della filastrocca, il primo giocatore batte con la mano destra sul palmo della mano del suo vicino di sinistra, questi fa la stessa cosa con l’altro suo vicino e così via, procedendo ordinatamente lungo il cerchio. Terminata la filastrocca, il giocatore sulla cui mano è stato dato l’ultimo colpo dice la propria età. Mentre i giocatori contano tutti insieme, partendo da uno e fermandosi al numero che rappresenta l’età del compagno, i colpi delle mani destre sui palmi delle mani degli altri proseguono con regolarità, ripartendo da dove si erano fermati prima. Il giocatore sulla cui mano dovrebbe essere dato l’ultimo colpo deve togliere di scatto la mano, mandando così a vuoto il tentativo del compagno di colpirla. Se ci riesce, elimina l’altro giocatore, mentre in caso contrario è lui a dover uscire dal cerchio. Il gioco prosegue nello stesso modo finché restano in gioco solo più tre giocatori: i vincitori.