LO
SPARPAGLIASTORIE -
MADAGASCAR
Gioco
tranquillo, per giocatori ricchi di fantasia. Si traccia a terra (o su un grosso
foglio) un rettangolo di quaranta centimetri per sessanta e lo si divide, con
due righe verticali e una orizzontale, in sei quadrati di venti centimetri di
lato. All’interno di ogni quadrato si scrive il nome di un diverso ambiente
(o, meglio ancora, lo si disegna): prato, piazza, negozio di frutta e verdura,
aula scolastica… Fatto questo, si cercano otto sassi di diverse forme e
dimensioni e si assegna a ciascuno di loro il nome di un personaggio differente:
il cuoco, la maestra, la bimba monella, il vecchietto smemorato… Un giocatore
estratto a sorte prende i sassi e li sparpaglia a caso (senza guardare)
all’interno del rettangolo, dopo di che decide da quale quadrato partire e il
gioco ha inizio. Il giocatore racconta ai compagni una breve storia in cui i
personaggi legati ai sassi presenti nel quadrato di partenza si muovono e
agiscono nell’ambiente descritto in quel quadrato. Ad un certo punto della
storia sposta uno dei personaggi in un altro ambiente (sia verbalmente, nel
racconto, che fisicamente, spostando il sasso che lo rappresenta), dopo di che
lascia la storia in sospeso e indica un compagno. Il giocatore chiamato in causa
deve proseguire la storia coinvolgendo tutti i personaggi presenti nel nuovo
quadrato (facendoli muovere e agire nel nuovo ambiente…), per poi passare la
parola nello stesso modo di prima a un terzo giocatore e così via. In qualsiasi
momento del gioco, il giocatore che sta raccontando in quel momento la storia può
spostare dove vuole i personaggi presenti nel quadrato utilizzato dal compagno
che lo ha preceduto. Può spostarli anche nel proprio quadrato (coinvolgendoli
così nel suo pezzo di storia…), ma non può prenderne da quadrati non ancora
utilizzati (o utilizzati da giocatori diversi da quello che gli ha passato la
parola). Dopo un tempo stabilito in precedenza la storia viene terminata dal
giocatore che ha in quel momento la parola. Vince chi si diverte di più.