A LA VÍBORA DE LA MAR - MESSICO

Due giocatori fanno girare una corda, muovendola come se fosse una vipera. Gli altri, a turno, la saltano cantando tutti insieme: "A la víbora de la mar por aquí pueden pasar, los de un lado corren mucho y los de atrás de se quedaran, tras, tras. Una mexicana que fruta vendía, ciruela, chabacano, melón o sandía." Chi sbaglia, inciampandosi nella corda, viene eliminato ed esce dal gioco. Vince l’ultimo giocatore rimasto in gara.

AGUJERO CASERO - MESSICO

Sul terreno di gioco vengono disegnati tanti cerchi di un passo di diametro quanti sono i giocatori meno uno. Al via i giocatori corrono di qua e di là senza assolutamente entrare nei cerchi. Chi lo fa viene eliminato e il cerchio in cui è entrato viene cancellato. Allo stop tutti i giocatori devono entrare in un cerchio vuoto. Chi resta fuori viene eliminato. Si cancella un cerchio, si riprende a correre di qua e di là e così via. Vincono gli ultimi tre giocatori rimasti in campo.

EL CANTARITO - MESSICO

Gioco per i più piccoli. I giocatori si dispongono in cerchio e allungano le braccia davanti a sé, tenendo le mani bene in vista. Il conduttore, in mezzo al cerchio, recita una filastrocca, toccando una dopo l’altra, a ritmo, le loro mani: «En una mesita hay un cantarito, dime de qué color es.» («Su un tavolino c’è un’anfora, dimmi di che colore è.») Il giocatore sulla cui mano cade l’ultima sillaba dice il nome di un colore (per esempio, blanco – bianco), al che il conduttore prosegue il suo giro lungo le mani, dicendo: «¿Hai blanco sobre ti?» («C’è del bianco sopra di te?») Se il giocatore sulla cui mano cade l’ultima sillaba ha quel colore nei suoi vestiti, abbassa la mano. Il gioco riprende con una mano in meno su cui passare e così via. Chi deve abbassare anche la seconda delle sue mani esce dal gioco. Vince il giocatore che resta in gara più a lungo.

LA MANCHA DE LA NARIZ LARGA - MESSICO

Un giocatore afferra il proprio naso con la mano destra, fa passare il braccio sinistro nello spazio compreso tra il braccio destro e il corpo e insegue i compagni, cercando di toccarli con la mano sinistra senza perdere la posizione assunta. Chi viene toccato si mette nella stessa posizione e aiuta l’inseguitore. Vince chi rimane in fuga più a lungo.

RIXIWÁTALI - MESSICO

È un gioco degli Indios Tarahumaras. Si scava nel terreno una buca grossa quanto un pugno e si traccia una riga, a dieci passi dalla buca. Si gioca in quattro, divisi a coppie. Ogni giocatore prende tre pietre rotonde e si sposta dietro la riga. Alternandosi con gli avversari, i giocatori lanciano una pietra per volta verso la buca, cercando di far sì che le si fermi il più vicino possibile. Se una pietra finisce nella buca, viene tolta dal gioco e insieme a lei viene tolta anche la pietra che in quel momento è più vicina alla buca. Quando tutte e dodici le pietre sono state lanciate, quella più vicina alla buca fa guadagnare un punto alla squadra di chi l’ha lanciata. Ogni giocatore recupera le sue tre pietre, si cambia l’ordine di lancio e così via. Vince la coppia che raggiunge per prima i dodici punti.

LA BRUJA PIRUJA - MESSICO

Gioco per i più piccoli. Un giocatore viene nominato Bruja Piruja (Strega Piruja) e riceve un giornale arrotolato (la scopa della strega). Al via deve inseguire i compagni, cercando di toccarli col giornale arrotolato. Quando tocca un giocatore, lo trasforma in un animale a sua scelta: da quel momento il giocatore deve muoversi per il campo imitando l’animale in cui è stato trasformato e facendone il verso. Quando tutti i giocatori sono stati trasformati in altrettanti animali, fanno un girotondo intorno alla Bruja Piruja, che saltella allegramente in mezzo a loro. Vince chi si diverte di più.